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SICUREZZA FUTURA: I GIOVANI CHIEDONO PREVIDENZA INTEGRATIVA

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Quando conviene cominciare a pensare alla propria pensione integrativa? Sicuramente più si è giovani e meglio è.

Secondo quanto affermano molti esperti della materia pensionistica, migliorerà la propria situazione futura se si ha subito la lungimiranza di cominciare a programmare il proprio futuro pensionistico.

Il caso di Giulia. 30 anni, ha iniziato a lavorare 5 anni fa. Ipotizzando una pensione a 60 anni, Giulia percepirà una pensione pubblica di 2.128 euro, ben inferiore al suo ultimo stipendio di 2.719 euro. Per integrare la pensione la soluzione è aderire a un fondo pensione aperto: iniziando subito, e avendo davanti a sé un orizzonte temporale lungo, a Giulia basta versare il Tfr e un piccolo contributo individuale di 65 euro al mese su un comparto dinamico per ottenere una pensione complementare di 491 euro. Avendo iniziato da giovane, decide di sottoscrivere un Pac (piano di accumulo capitale) su un fondo azionario europeo a cui versa 350 euro all’anno. La rendita di altri 100 euro permette a Giulia di andare in pensione con lo stesso reddito di quando lavorava.

Molti sono i giovani italiani che, come Giulia, hanno sempre più il pensiero rivolto alla sicurezza futura. I rischi più temuti dai giovani sono quello di non riuscire a mantenersi adeguatamente in vecchiaia e quello di non potere avere opportune cure mediche. Non è quindi un caso che il prodotto più richiesto tra i 25 e i 34 anni sia la pensione integrativa, sottoscritta dal 21,8%. Seguono la polizza per la casa (18,6%), la RC auto per danni a terzi (16%). Molto richieste anche le polizze infortunio (15,6%), vita e investimento (13,8), e malattia (10%).

A questo punto è necessario chiedersi: quali iniziative occorrono per aiutare le nuove generazioni a capire il mondo assicurativo e previdenziale?

Aief risponde con un ricco e solido percorso formativo che punta a diffondere la cultura finanziaria e assicurativa, proponendo momenti di formazione anche per gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado e per le famiglie. I genitori, infatti, sono i primi a doversi informare per migliorare il rapporto dei giovani con la previdenza, affinché cresca esponenzialmente la consapevolezza sui prodotti previdenziali.

È questo un forte segnale di speranza a sostegno di coloro che credono nel futuro e nello sviluppo.

[Fonte: Avvenire.it]

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