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VALORIZZARE E INTEGRARE L’EDUCAZIONE FINANZIARIA

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Il nostro Paese ha bisogno di valorizzare e integrare nei programmi educativi l’educazione finanziaria. Le indagini internazionali pongono l’Italia alle posizioni più basse in questo strategico settore dell’educazione che rappresenta un fondamentale propulsore per lo sviluppo dell’economia.

È infatti indispensabile per incrementare l’iniziativa imprenditoriale o più semplicemente per consentire ai singoli cittadini di fare scelte consapevoli nel contesto finanziario che permettano di raggiungere e mantenere nel tempo il benessere economico.

Un primo passo per cercare soluzioni volte a potenziare l’educazione finanziaria è quello di conoscere in modo approfondito la situazione attuale, analizzando gli scenari economici che si stanno delineando, caratterizzati da sempre maggiore complessità e da una mai sperimentata rapidità nei cambiamenti, dovuta sicuramente all’evoluzione tecnologica e in particolare a quella relativa alla sfera della comunicazione.

Ci viene in aiuto l’indagine PISA (Programme for International Student Assessment): l’Italia è al di sotto della media dei paesi OCSE, solo il 2,1% degli studenti raggiunge il livello più alto. Vi è una notevole differenza anche tra aree geografiche, tra Friuli Venezia Giulia e Calabria intercorrono ben 86 punti. Significativo anche il fatto che buone competenze matematiche non significano competenze anche in ambito finanziario, anzi l’analisi pone in evidenza particolare questa discrepanza.

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L’Italia si colloca tra la 16a e la 17a posizione, al di sopra della Colombia e di poco inferiore alla Repubblica Slovacca per quanto riguarda i risultati medi alle prove di alfabetizzazione finanziaria. La causa di tale situazione risiede probabilmente in una scarsa presenza di percorsi correlati all’area economica nei programmi scolastici, infatti solo negli ultimi anni sono stati attivati progetti sperimentali di educazione finanziaria in ambito scolastico.

Un altro gap emergente è quello relativo al genere, in Italia gli studenti maschi hanno migliori conoscenze delle colleghe, inoltre se hanno genitori con un’attività lavorativa qualificata solitamente hanno performance migliori.

Occorre infine ricordare che i giovani hanno scarso accesso ai prodotti finanziari, quei pochi disponibili richiedono in ogni caso l’autorizzazione dei genitori. Il fatto di non poter fare esperienza diretta probabilmente influisce sullo sviluppo di competenze nel settore finanziario.

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Fonte: Italia – Scheda Paese – Risultati di Pisa 2012 Alfabetizzazione Finanziaria

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